Nasce Patto Lavoro Lombardia

Milano, 13 giugno - "Esprimo soddisfazione per il lancio della Rete Patto Lavoro Lombardia cui aderiscono i centri privati accreditati per il lavoro: Capac, Cesvip, Enaip, Energheia, Fondazione Clerici, Galdus, Ial, Mestieri Lombardia. A conferma del valore aggiunto degli enti accreditati al sistema di politiche attive di Regione, nasce una rete sussidiaria che saprà integrare le proposte di formazione e quelle di inserimento lavorativo, rafforzando il sistema duale per la piena occupazione dei giovani lombardi". Lo ha detto l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea intervenuta all'Hotel Michelangelo di Milano al convegno 'Cosa accade alla riforma delle politiche attive', organizzato da Patto lavoro Lombardia, la rete degli operatori privati che svolge servizi di politica attiva e di intermediazione in Regione Lombardia. "Per superare la crisi dell'occupazione - ha aggiunto Aprea - e raggiungere gli obiettivi sfidanti di Europa 2020, ovvero tasso di occupazione 20-64 anni compreso tra il 67 ed il 69 per cento entro il 2020, il nostro Paese deve dotarsi di un sistema integrato di politiche attive, che include politiche per l'inserimento lavorativo ma anche politiche formative, sociali e fiscali. Un sistema articolato di interventi - ha ribadito l'assessore regionale - la cui efficacia si misura in funzione delle opportunità concrete per le persone di inserimento nel mercato del lavoro lungo l'arco della vita attiva".

"La nuova governance nazionale delle politiche attive - ha sottolineato Aprea punta a valorizzare i benefici di una struttura multilivello prevedendo la cooperazione tra più soggetti e livelli amministrativi. Il successo del modello dipende dalla capacità della pluralità di attori coinvolti di collaborare in vista di obiettivi comuni tant'è che per la prima volta viene istituita una rete nazionale dei servizi per il lavoro che mette in relazione tutte le parti coinvolte"."La Lombardia - ha specificato l'assessore - è stata la prima Regione in Italia a prevedere un paniere integrato di servizi personalizzati sulla base del profiling del destinatario che ne valuta la distanza dal mercato del lavoro e gli attribuisce una fascia di aiuto corrispondente al bisogno"."Per quanto riguarda la gestione del periodo transitorio verso la nuova governance - ha specificato Aprea - abbiamo voluto confermare la pari dignità degli operatori pubblici e privati. La scelta è stata confermata anche nella sottoscrizione della convenzione bilaterale con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dalla definizione delle modalità attive. L'assenza, ad oggi dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro - ha precisato Aprea - priva però le Regioni di un interlocutore importante nella gestione dei servizi per l'impiego e le politiche attive.

Confido - ha concluso l'assessore regionale Valentina Aprea - che le revisioni dei criteri per l'accreditamento non comporti una frammentazione delle attività degli operatori che rischia di impedire lo sviluppo di un vero sistema integrato".